sabato 4 gennaio 2014

Ma è vero che il giorno del compleanno è così nefasto?

Per rispondere a questa angosciante domanda dobbiamo prima riconsiderare alcuni fatti.

L'anno scorso, fra gli appassionati di astrologia e di statistiche si diffuse come una bomba la notizia di una ricerca in base alla quale alcuni studiosi svizzeri avrebbero comprovato (il condizionale è d'obbligo) che "si muore più spesso della media nel giorno del proprio compleanno".

I giornali diedero gran risalto alla notizia. Pare che, studiando le date di nascita e di dipartita di due milioni di individui, gli elvetici abbiano potuto appurare che il numero di decessi non è distribuito equamente su tutti i 365 giorni dell'anno: avrebbero infatti riscontrato un picco del 13,8% di decessi in più nel giorno del compleanno.

Ogni giorno ciascuno di noi ha una discreta possibilità di decedere. La vita, si sa, è rischiosa; o per dirla in termini strettamente statistici, è mortale nel 100% dei casi comprovati. Ebbene, il giorno del nostro compleanno, la possibilità di morire diventerebbe maggiore. Chiedo scusa se non so essere più preciso, ma come ho già avuto modo di scrivere in questo mio blog, non sono esperto di statistiche e a dirla tutta, l'idea di applicare rigorose statistiche all'Astrologia mi lascia piuttosto indifferente.

Si era parlato della mortalità nel giorno del compleanno anche in questo articolo dello stesso blog, che riportava la statistica pubblicata da Gabriele Ruscelli negli Atti del Convegno CIDA di Parma del 1986. Già allora il Ruscelli avrebbe dimostrato (sempre col condizionale d'obbligo...) che si muore più frequentemente nel periodo intorno al giorno del compleanno.

Se esatte, queste statistiche sembrerebbero (altro condizionale...) dimostrare la fondatezza di una cosa che Ciro Discepolo ha scritto e ripetuto diverse volte: e cioè che nei 40 giorni a cavallo del compleanno (20 prima e 20 dopo) tendono a concentrarsi gli eventi più importanti dell'anno. E che spesso, gli avvenimenti più importanti della nostra vita avvengono esattamente il giorno del compleanno.

Da quando è apparsa la notizia della statistica svizzera, fra taluni astrologi e appassionati si è scatenata una (morbosa e inutile, a mio avviso) gara a chi colleziona più notizie possibili di eventi nefasti che avvengono nel periodo "critico" dei 20 giorni prima e 20 giorni dopo, dando particolare risalto ai decessi e più in generale, agli eventi tragici e tristi che avvengono il giorno del compleanno dei soggetti coinvolti. Il recente incidente che ha colpito Michael Schumacher ha dato a molti l'occasione di tornare sull'argomento. E ci torno anch'io oggi, con la mia solita voce che, mi auguro, anche questa volta almeno in parte sia "fuori dal coro".

Ora, è proprio questo ciò che dice Discepolo? Dice davvero che gli eventi "più importanti" che possono accadere il giorno del compleanno sono quelli nefasti, dannosi, dolorosi, luttuosi? Niente affatto! Nei suoi libri, egli fa diversi esempi di avvenimenti clamorosi, sì, ma assolutamente positivi, che avvengono il giorno del compleanno o nel periodo critico dei 20 giorni prima e 20 giorni dopo. Per esempio, cita il calciatore che segna il goal più importante della sua carriera, il tizio che vince alla lotteria, l'impiegato che riceve una promozione, il candidato che viene eletto a una carica importante...

Va anche detto che molti degli avvenimenti tragici, luttuosi, tristi e nefandi della nostra vita accadono in giorni lontani dal giorno del compleanno, cioè in quei restanti 325 giorni dell'anno che non fanno parte del famigerato "periodo critico".

Che cosa c'è dunque di vero nel discorso dei giorni critici a cavallo del compleanno, e della criticità del compleanno stesso? Molto, molto. C'è molto di vero. Ma ricordatevi sempre che giorni "critici" non significa necessariamente "giorni nefasti" e che gli avvenimenti "importanti" o "eclatanti" che ci possiamo aspettare non sono necessariamente "negativi". Suvvia, un po' di ottimismo e basta parlare di morte!

Ora qualcuno dirà: Eh Luciano... dici "Basta parlare di morte" ma proprio tu hai introdotto l'argomento...

E' vero. Ne parlo qui adesso perché in questi giorni, diverse persone in privato mi hanno chiesto che cosa penso di questo argomento; cioè, se credo anch'io o no che il compleanno sia un giorno particolarmente negativo. Ecco, credo di aver dato la mia risposta. Adesso però torno ad occuparmi di altre cose: tutte le altre belle (e brutte) cose che si possono studiare a livello astrologico: nascite, diplomi, lauree, assunzioni, licenziamenti, vincite, perdite... ma la morte no, lasciamola perdere.

Anche perché... Discepolo stesso (e io sono d'accordissimo con lui, in questo) sottolinea il fatto che la morte di un soggetto non è sempre segnalata dai suoi propri transiti e dalle sue proprie Rivoluzioni Solari o Lunari. In altre parole, si può morire tranquillamente durante un periodo di transiti ottimi, e con Rivoluzioni Solari e Lunari splendide. Perché? Personalmente, credo che ciò avvenga perché il decesso non è necessariamente un evento così importante o doloroso per chi decede. Invece lo è, indubbiamente, per chi rimane.

Ed è proprio per questo motivo che, al contrario dei decessi, con l'Astrologia è relativamente facile prevedere i lutti: quando muore una persona cara, infatti, l'evento si riflette piuttosto chiaramente nelle situazioni astrali di parenti, congiunti e amici del caro estinto.

sabato 21 dicembre 2013

Dicono di me... /2

Alla ricerca di cose scritte e pubblicate in rete negli anni passati, mi sono imbattuto in questo lusinghiero commento nel blog del compianto Sergio Berti, risalente al settembre del 2010.

Poi se pensiamo alle obiezioni degli scienziati, per esempio quella relativa alla precessione degli equinozi con la quale si mette in evidenza che i segni zodiacali non corrispondono alle costellazioni, è inevitabile ammettere che la realtà è che l'astrologia è una pura "costruzione matematica", usando una definizione di Luciano Drusetta col quale ho avuto l'onore di discutere personalmente. Ma la costruzione matematica sulla quale l'astrologia si basa (ossia i calcoli astronomici che permettono la costruzione geometrica dei grafici astrologici), non hanno una ragione razionale di esistere.
La spiegazione di cosa sia l'astrologia non si può iniziare che in questo modo: evidenziando, in sostanza, cosa in essa sia razionale e cosa irrazionale.



martedì 28 maggio 2013

Uma pequena lição de Astrologia


Como funciona a Astrologia? Escreveram-se muitos livros sobre como funciona a Astrologia e também há cursos na Internet. Como posso eu explicar isto, em poucas palavras? Vou tentar dar alguns exemplos.

Em Itália (em Portugal também) dizem que, quando no pôr do sol o céu está vermelho, no dia seguinte fará um tempo agradável. Naturalmente a cor do céu não é a causa do tempo meteorológico, é só um sinal.

Duma maneira semelhante o astrólogo olha onde se encontram os planetas quando cada pessoa nasce e sabe dizer se Vénus estava no Oeste, a pessoa tem sorte no amor; se Júpiter se encontrava no Zénite é uma pessoa com sorte; se o Sol se encontrava a Leste, acima do horizonte, essa pessoa irá viver toda a vida num espaço pequeno. Viver num espaço pequeno não quer dizer que não tem sorte: pode ter sorte, mas vive num espaço pequeno. Por exemplo, pode ser um apreciado artesão que passa toda a sua vida num pequeno talher na mesma cidade.

Não há nada mágico ou esotérico nisso, é uma técnica que se pode aprender. É só um sistema simbólico. Também idêntico ao Tarot: cada naipe tem um significado preciso, que pode mudar dependendo da posição recíproca de cada carta. É idêntico com os planetas, o astrólogo não olha só as posições dos planetas mas também as distâncias entre eles.

Há só uma Astrologia que funciona, e funciona sempre: a pessoal, onde o astrólogo faz o mapa astral de cada individuo (pessoa), que é diferente de todos os outros. Para fazer o mapa astral é necessário a data de nascimento (dia, mês e ano e horário preciso do nascimento) e as coordenadas geográficas do local de nascimento. Nada mais é necessário, se o "astrólogo" pedir a tua foto ou quiser saber o dia da semana do teu nascimento... não é um verdadeiro astrólogo.

O astrólogo poderá pôr outras questões à semelhança de um médico para diagnóstico de uma doença para uma melhor conclusão.

(Questo testo è frutto di una conversazione privata fra me e un portoghese durante una partita di Apalabrados su Facebook. Non ho usato nessun tipo di traduzione automatica. Io il portoghese non lo so benissimo, perciò mi perdonerete eventuali errori!)

venerdì 10 maggio 2013

Avviso agli astrologi


Avviso agli astrologi: circola in questi giorni il tema natale di Ottavio Missoni. Primo, non è certa la sua ora di nascita. Secondo, la località di nascita è Ragusa sulla costa dalmata, l'attuale Dubrovnik (42°38′28″N 18°06′36″E).

venerdì 23 novembre 2012

L'antro dell'astrologo


L'ascendente è il segno che sorge ad est al momento della nascita, e lo si può calcolare anche a mente in modo molto approssimativo conoscendo la sequenza corretta dei segni e tenendo presente che, quando uno nasce all'alba, l'ascendente è uguale al segno di nascita (cioè quello dove si trova il Sole); quando uno nasce al tramonto, l'ascendente è il segno opposto a quello di nascita. L'Ascendente è un elemento importantissimo del cielo natale perché in realtà ciascuno di noi ha tre componenti essenziali: il segno dove si trova il Sole, il segno dove si trova la Luna, e il segno dove si trova l'Ascendente. Sono questi tre segni, in combinazione, che danno il 70% delle indicazioni sulla personalità e sul carattere della persona. A questo ci possiamo aggiungere anche la casa (o campo) dove si trova il Sole, e l'eventuale presenza di uno "stellium" (cioè di una particolare concentrazione di corpi celesti) in un segno e/o in una casa. Ari-confermo che per la mia esperienza personale, che modestia a parte non è poca, le decadi non contano. Se uno "sente" di avere caratteristiche del segno prima o del segno dopo, è semplicemente perché ha qualcosa di importante (probabilmente uno di quegli elementi che ho elencato) nel segno prima o nel segno dopo. L'Astrologia genetliaca, cioè lo studio della carta natale individuale, unica e irripetibile, diversa per ciascuno di noi, è una cosa così affascinante che sono certo che se vi darete la pena di approfondire l'argomento, vi ci appassionerete e dimenticherete presto gli oroscopi della TV, le decadi e le altre generalizzazioni. Augh, torno nell'astro dell'antrologo, cioè volevo dire, nell'antro dell'astrologo.

(Intervento su Facebook, 21 novembre 2012 16:35)