martedì 3 giugno 2014

Nuestro Norte es el Sur


Nel mio "salotto" di Facebook si sta sviluppando una interessante discussione sull'inversione dei segni zodiacali per il calcolo di cieli di nascita o di Rivoluzione Solare o Lunare per località dell'emisfero australe.

Non molte settimane fa ho saputo che l'astrologo Eduardo Castellanos stava raccogliendo i dati di nascita di personalità iberoamericane i cui dati sono purtroppo assenti perfino dalla più grande banca dati mondiale, AstroDataBank.

Ho allora postato il grafico e i dati di Violeta Parra, poliedrica cantante, artista, folklorista cilena; il mio apporto è stato accolto con entusiasmo e ridiffuso nei principali forum di discussione astrologica in lingua spagnola. Trovo significativo che nessun astrologo dell'emisfero Sud abbia però ancora criticato la mancata inversione dei segni zodiacali nel mio grafico.

La cosa appare maggiormente strana se si pensa che i sudamericani sono particolarmente orgogliosi della loro "australità". Il motto di una importante catena televisiva venezuelana, coniato dal pittore uruguayano Joaquín Torres García (1874-1949), è "Nuestro Norte es el Sur" (il nostro Nord è il Sud). E l'illustrazione a corredo di questo mio articolo di blog è infatti un "cono Sur" rovesciato, che (mi dicono) troviamo anche nell'emblema ufficiale delle forze aeree argentine.

Per questi motivi, mi sentirei a disagio ad andare a dire in un gruppo di astrologia di lingua spagnola: "Scusate ma non avete capito nulla dell'Astrologia: dovete invertire i segni". Insomma, che diamine... se non lo fanno loro che ci vivono... perché mai dovremmo farlo noi?

Mi diceva Marcello in questa occasione: "io stesso ho intervistato nella mia città diversi sud americani e son rimasti contenti della descrizione ... [carattere eventi]".

E' appunto per questo che io invece non inverto i segni: nel mio piccolo, in tanti anni e conoscendo alcune lingue straniere, ho fatto "l'oroscopo" a diverse persone nate un po' a tutte le latitudini e a tutte le longitudini (comprese quelle estreme o negative) usando sempre la domificazione Placido e applicando sempre i normali criteri interpretativi che ho appreso dai manuali più in auge "ai miei tempi". Risultato? Tutti contenti, nessun bisogno di invertire nulla.

Chi calcola a mano però sa che per l'emisfero Sud, a un certo punto si devono aggiungere 12 ore e poi si devono invertire le cuspidi delle case riportate nelle apposite tabelle. In nessun manuale ho mai letto che oltre a questo, occorra invertire anche i segni.

D'altra parte mi pare che ci sia anche un grosso malinteso, perché il punto critico, il confine - al limite - non sarebbe "a Sud dell'equatore" quanto piuttosto "a Sud dell'eclittica". A Sud dell'equatore non ci si trova necessariamente anche "sotto lo Zodiaco". Alle latitudini inferiori a 23°27' cambia soltanto l'inclinazione dell'Eclittica e la posizione relativa del punto culminante rispetto all'osservatore: che se vuole vedere il sole a mezzogiorno, non deve più guardare verso Sud come qui da noi, ma verso Nord. Ma anche lì, il sole sorge ad Est e tramonta ad Ovest assieme a tutta la volta celeste, Zodiaco, stelle e pianeti compresi.

Est e Ovest peraltro sono concetti relativi, perché vi sono pianeti che hanno un moto di rotazione opposto a quello alla Terra. Di questi pianeti è del tutto indifferente asserire che hanno i poli geografici invertiti o che hanno rotazione retrograda. Non ne siete convinti? Ecco cosa ci dice Wikipedia dell'inclinazione dell'asse di rotazione di Urano: "Urano può essere descritto come pianeta che ha un'inclinazione dell'asse leggermente maggiore di 90° o come pianeta che ha un'inclinazione leggermente inferiore a 90° e una rotazione retrograda. Queste due descrizioni sono esattamente equivalenti come descrizione fisica di un pianeta, ma il risultato è che la definizione di Polo Nord e Polo Sud è una l'opposta dell'altra."

Così, anche di Venere si può affermare che abbia rotazione retrograda o poli geografici invertiti: si tratta di descrizioni del tutto equivalenti.

Conosco le obiezioni sull'inversione delle stagioni e sul diverso modo in cui nell'emisfero australe aumenta o diminuisce la luce solare nel corso dell'anno... ma secondo me lo Zodiaco è semplicemente una griglia simbolica, un sistema di coordinate, perché - ve lo dico sottovoce, che resti tra di noi - a mio modesto avviso il nostro non è uno zodiaco stagionale. Infatti, se così fosse, la nostra astrologia mediterranea e mesopotamica non si potrebbe applicare tale e quale ai giapponesi, agli svedesi, ai lapponi, agli ungheresi, agli argentini, ai cileni... come invece ritengo che si possa applicare: tale e quale, senza inversione di segni e senza modificare gli archetipi, che per definizione sono universali, cioè si applicano pari pari a tutti gli esseri umani di tutti i tempi e di tutti i luoghi.

Detto questo però, ribadisco quanto scritto nelle mie "Ipotesi di AE": come la matematica, anche l'Astrologia è una costruzione teorica basata su assiomi indimostrabili, dai quali discendono corollari e teoremi. Non tutto è quindi dimostrabile: occorre prenderlo così com'è, ci piaccia o no. O per meglio dire: non ci piace un certo assioma? Cambiamolo pure: però poi dobbiamo essere capaci di costruire un nuovo sistema organico e coerente, sì insomma: una nuova matematica - o una nuova astrologia.

Ciò che vedo quando si parla di inversione dei segni è proprio questo: il tentativo di costruire una astrologia australe. Funzionerà? Non funzionerà? Se funziona, bene; se piace a qualcuno, ancora meglio. Se per funzionare ha bisogno di criteri interpretativi diversi da quelli tradizionalmoderni (1) meglio ancora.

(1) Con questo neologismo intendo sintetizzare il concetto che l'Astrologia moderna si basa su criteri interpretativi attuali o attualizzati, ma sempre nel solco di una certa Tradizione.

Chi la può e la vuole usare, questa astrologia modificata per l'emisfero Sud, è caldamente invitato a farlo. E' giusto sperimentare, aprirsi a nuovi orizzonti. Ma io personalmente, pur ritenendomi aperto a molte nuove vie, preferisco dare la precedenza a ciò che, nella mia modesta pratica quotidiana di annoiato astrologo di provincia, ha dimostrato e dimostra di funzionare. L'astrologia dei segni invertiti non fa per me: io preferisco ipotizzare un'Astrologia Marziana o Lunare piuttosto che una astrologia australe.

Che volete farci? Sono fatto così. Chi è senza contraddizioni mi scagli pure addosso il primo libro di astrologia che gli capita fra le mani: ne farò buon uso :-)