domenica 27 aprile 2014

Il bravo e famoso astrologo



Così mi ha definito un caro amico e collega su Facebook. Beh, la cosa ovviamente mi fa piacere, ma mi impone anche alcune riflessioni che desidero condividere con voi.

Sono davvero un astrologo?

Sinceramente, ho superato questo tipo di dubbi già parecchi anni fa. Per lungo tempo mi sono considerato e definito un semplice appassionato di Astrologia; poi uno studioso di Astrologia; infine, un appassionato studioso di Astrologia. A un certo punto la cosa ha iniziato ad assumere un tono di falsa modestia, di affettazione, proprio mentre astrologi di indubbia fama (loro sì) hanno cominciato a parlare e scrivere di me chiamandomi "collega", e allora ho dovuto superare la mia stessa ritrosia e ammettere che sì, dopo tanti anni di umile servizio nella vigna di Urania, forse avevo anch'io qualcosa di originale da dire e da proporre.

Tuttavia, non amo definirmi astrologo. I motivi sono presto detti. Per quanto ne so (potrei sbagliarmi) qui in Italia non esiste un corso, una scuola o un diploma di Astrologia ufficialmente riconosciuti dallo Stato. Per quanto ne so, nemmeno la professione di astrologo è riconosciuta. Inoltre, a scanso di equivoci ci tengo a far sapere che non vivo di astrologia: ho altre fonti di reddito. Oltre a un lavoro dipendente nel settore alberghiero da oltre 15 anni, l'unica professione che svolgo (in piena regola, con Partita IVA) è quella di traduttore e interprete.

Infine, non mi riconosco in quella che nell'immaginario collettivo è o sembra essere la "immagine dell'astrologo", della quale faccio cenno in uno dei miei video su YouTube quando ad essa affianco l'immagine dell'astrologo "moderno". Per astrologo "moderno" non intendo affatto quello contrapposto all'astrologo "classico", che si occupa cioè di Astrologia Classica. No, intendo proprio un astrologo professionista, contemporaneo, perfettamente calato nel mondo attuale, che opera scartabellando libri e articoli di astrologia professionale, che partecipa (come avviene in tutte le professioni) a corsi di aggiornamento e convegni di settore, e che utilizza software precisi e affidabili. Niente anelloni alle mani, niente turbanti, niente candele, niente teschi o simboli esoterici, niente sfere di cristallo come nell'immagine qui sopra.

Sono davvero famoso?

A quanto pare sì, e (non è falsa modestia) a volte ne sono davvero sorpreso. Ma non più di tanto. La mia è una fama "virtuale" certamente legata all'immagine di me che, nel corso di anni di imprudente navigazione internettiana, ho (spesso inconsapevolmente) proiettato sulla Rete. Un'immagine in evoluzione e in parte contraddittoria. Ci fu il periodo in cui mi facevo prendere dalla verve polemica e difendevo a spada tratta la scuola alla quale aderisco e le tecniche che utilizzo, non dico denigrando ma certamente sottovalutandone molte altre. Ci fu il periodo in cui mi vantavo di essere un astrologo teorico, aggiungendo: "non faccio un consulto nemmeno se mi legano alla sedia". Forse un contributo decisivo alla mia "fama" l'ha dato l'anonimo compilatore di Wikipedia che anni fa ha pensato (bene o male, non sta a me dirlo) di citarmi a fianco di Ciro Discepolo come rappresentante dell'Astrologia Attiva. Poco tempo prima il mio nome era apparso perfino sul sito del CICAP, dove vengo citato come esempio della categoria "astrologi più smaliziati".

Ma al di là dell'immagine virtuale e delle tracce che posso aver lasciato in Rete, pur a periodi alterni ho partecipato in prima persona a diversi congressi e riunioni più o meno ufficiali di astrologi; ho tenuto corsi di astrologia (e una delle mie migliori allieve di Cremona ha fatto carriera, che bella soddisfazione!); ho scritto articoli validi ed apprezzati.

Ma sono davvero bravo?

Beh, qui distinguerei teoria e pratica. Fin dai miei esordi in Astrologia, ho cercato di riflettere sulle modalità, sui meccanismi, sui limiti e sulle potenzialità di questa nostra complessa disciplina. Suppongo di essere un bravo astrologo teorico, da questo punto di vista. Ho chiare le basi astronomiche dell'Astrologia, e la sua collocazione epistemologica rispetto ad altre forme di conoscenza, chiamate "scienze" a torto o a ragione.

Dal punto di vista pratico, non faccio molti consulti; per meglio dire, mi sono occupato e mi occupo tuttora di numerosissimi casi, ma per lo più si tratta di persone a me vicine, parenti e amici intimi. Anche per questo non ne parlo nel mio blog, non scrivo articoli su casi concreti da me osservati. Naturalmente mi sono anche occupato di consulti in senso stretto, dato che la mia fama (reale o virtuale) spinge molte persone a contattarmi in privato per chiedermi un consiglio di tipo astrologico. Sta dunque a queste persone dire l'ultima sulla mia effettiva "bravura". Forse sbagliando, tendo a pensare che è un bravo professionista (in qualsiasi settore egli operi) quella persona che lavora per la soddisfazione del cliente, senza che ciò (è ovvio, ma è sempre il caso di esplicitarlo) vada a discapito di una serie di precisi standard qualitativi e rigorosi princìpi deontologici come quelli che ho cercato di fissare un questa mia proposta.

sabato 12 aprile 2014

Definizione di Rivoluzione Solare


La rilocazione del cielo di Ritorno Solare (più nota come "Rivoluzione Solare Mirata") è una teoria o è una pratica? E se è una pratica, quali sono i fondamenti teorici da cui trae legittimazione razionale?

E' presto detto. Modestamente e senza per questo volerne fare una legge né assoluta né relativa, io studio tutti gli anni la RS mia e di diverse altre persone, calcolata per il luogo in cui ci si trova in quel momento (che può anche essere quello di residenza, o un posto qualsiasi in cui il soggetto si trova magari per purissimo caso e per pochi minuti). Faccio così da sempre semplicemente perché tutti i manuali su cui mi sono formato (tutti rigorosamente pre-discepoliani) dicono di fare così.

Naturalmente, utilizzando l'opportuna chiave di interpretazione, ho verificato che nella stragrande maggioranza dei casi, la RS calcolata per dove ci si trova fisicamente, "funziona".

Ma a proposito di teoria e di pratica delle RS, così scrive il von Klöckler nel capitolo 2 "Oroscopo natale e oroscopo solare", a pagina 49 del terzo volume del suo Corso di Astrologia, edizioni Mediterranee 1974: Alcuni autori calcolano l'oroscopo solare in base alla posizione geografica del luogo natale. La teoria non ci può dire cosa sia giusto fare. Soltanto il controllo pratico può informarci in merito, però naturalmente la cosa non è semplice perché il modesto scarto fra luogo presente e luogo natale provoca modificazioni altrettanto modeste dell'oroscopo solare, che nell'interpretazione sono difficili da ravvisare. Tali controlli sono possibili solo quando fra luogo natale e luogo presente esiste una notevole differenza in termini di latitudine e longitudine. I pochi controlli finora effettuati consigliano di calcolare l'oroscopo solare in base al luogo presente. Ciò comporta una conseguenza di non poco conto per la configurazione della vita: sarebbe possibile evitare influssi sfavorevoli sullo stato della salute cambiando residenza. Dal punto di vista della concezione pratica della vita molti elementi depongono a favore di tali possibilità, però il determinista intransigente potrebbe obiettare che anche il cambiamento di sede è predeterminato.

Così scrive il Volguine nel capitolo 2 "Una regola spesso trascurata", a pagina 22 di Tecnica delle Rivoluzioni Solari, Armenia Editore 1972: dobbiamo attirare l'attenzione degli astrologi sulla necessità di stendere temi annuali non per il luogo di nascita ma per quello in cui si trova il soggetto al momento del suo anniversario. Il silenzio della maggior parte degli autori medievali a riguardo, si spiega facilmente col fatto che, una volta, i viaggi erano meno frequenti di oggi per cui l'importanza di questa regola era meno evidente. D'altro canto, chi lasciava Parigi per andare ad abitare a Poitiers, non causava, nella Rivoluzione Solare effettuata per Parigi, un cambiamento tale da infirmare tutte le deduzioni. La parte sottolineata è in corsivo nell'originale. E poi ancora, a pagina 179 nel capitolo 16 "Qualche parola sulla magia astrologica": Abbiamo [...] sottolineato che numerosi viaggio di Edoardo VIII, quando era principe di Galles, erano dettati dall'astrologia (rimedio non nuovo perché numerosi pellegrinaggi del Medio Evo erano raccomandati da astrologi - dunque in seguito all'esame dell'oroscopo).

A pagina 91 del volume "Interpretazione approfondita dell'oroscopo", curato da Clara Negri e da Antonino Anzaldi, facente parte della trilogia Scuola di Astrologia, Longanesi & C. Periodici 1981: Siamo del parere che il grafico di rivoluzione debba essere eretto con riferimento al luogo in cui il soggetto trascorre il suo compleanno astrologico; dunque non per il luogo di nascita.

Ciononostante, ecco cosa scrivevo su Facebook il 17 settembre 2012: Forse però ha ragione Roberto Minichini quando scriveva sul suo blog che lui tutti gli anni ne calcola tre, di Rivoluzioni Solari: quella di nascita, quella di residenza, e quella in cui uno si trova effettivamente in quel momento; e diceva di ottenere risultati alterni, come se che a qualcuno "funzionasse" meglio una, a qualcun altro "funzionasse meglio" un'altra... Sicuramente quello delle RS, ma direi un po' tutta l'Astrologia in generale, è un settore in cui l'assoluta mancanza di pregiudizi, l'apertura mentale e l'attenta e obiettiva osservazione dei fatti sono un "must" assoluto!

Leggendo queste mie parole, sempre su Facebook Irene Zanier mi chiese: "Ecco, questo mi muove molta curiosità - perché non c'è rigidità del voler affermare una posizione a tutti i costi-. Perché a qualcuno funziona meglio che ad altri? Qual è la discriminante? Tu hai qualche ipotesi o per il momento possiamo solo osservare?"

Rispondo ora come risposi allora: al proposito ho qualche ipotesi, certamente; ma per il momento mi limito ad osservare, raccogliere, catalogare... Quando mi sentirò pronto, formulerò o espliciterò la mia opinione.