domenica 26 gennaio 2014

Dettagli seccanti

Credo che prima o poi capiti a chiunque. Abbiamo tutti, forse, le nostre piccole o grandi paranoie con le quali tendiamo a interpretare le piccole cose quotidiane che ci accadono come se fossero frutto di chissà quali complotti o antipatie o inimicizie... La realtà spesso è molto più semplice e tranquillizzante, come dimostra questo scritto che ho trovato pubblicato nel blog www.lavitaistruzioniperluso.com (ora non più attivo) a firma Olona, il 17/10/2003 alle ore 21:57 ma che, all'apparenza, riportava un articolo di blog precedente a firma "Macubu". Leggete un po'... In fondo cito il link originale, giusto per amore di cronaca, perché non è più un link valido.

Piccole cose fastidiose, piccole seccature dai risvolti anche un po' inquietanti.

Qualcuno nel mio nuovo palazzo ha staccato l'etichettina col mio nome dal citofono. L'avevo appiccicata sopra i rimasugli di altre etichette tutte smangiate, generazioni in inquilini precedenti. E pensare che sotto ci sarebbe la plastica trasparente e lo spazio "ufficiale" per mettere il nome.

Comunque ora non c'è più: qualcuno l'ha tolta.

E così, nella testa si scatenano mille ipotesi differenti. Magari è un bambino, che arriva solo alle etichette più in basso (come la mia) e si diverte a staccarle ovunque le vede. Magari è la vicina del primo piano a destra, irritata dal mio trasloco a ore impossibili.

Oppure potrebbe essere l'altro vicino di sotto, che non mi ha perdonato una centrifuga alle undici di sera.

Ma quando la mente comincia a macinare, non c'è verso di fermarla: se fosse un avvertimento? "Sappiamo che ci sei, che sei arrivato, che sei nuovo, diverso, non ti conosciamo, non vogliamo che tu viva qui." Il nome strappato: metafora di un riconoscere che non verrà mai?

E così, salgo e scendo le scale e so che qualcuno, nel cortile, dietro le porte, oltre le tendine dei vetri mi spia, forse, sa chi sono. Non mi vuole.

Basta un piccolo dettaglio così e la mente parte a razzo, fantastica, immagina in questo piccolo cosmo che è un caseggiato tutto un mondo di possibili relazioni che rivela poi, se ci pensi un attimo, l'intero spettro delle mie paure.

Macubu -  Vita e altre zuppe - 17 ottobre 2003, 18:40

http://www.lavitaistruzioniperluso.com/article/32dettagli-seccanti

lunedì 20 gennaio 2014

Le mie domande su Answers /1

Come promesso, oltre a tediarvi con le mie numerosissime risposte con cui anni addietro ho inondato la "community" di Yahoo! Answers (precursore dei più recenti social network), pubblico anche le poche domande che nello stesso periodo ho affidato a questo sito. Dove domande ce ne sono molte, anche troppe - e risposte, poche... troppo poche.

Sigla di Elisir?
A me sembrava una sonorità da arpa paraguayana, invece pare che sia arpa celtica. Ebbi poi la risposta sempre su Answers, ma in occasione di un altro scambio di domanda & risposta: eccolo qua. Ed ecco il video relativo:



Come si fa a rintracciare un contatto Skype al quale per distrazione ho negato il consenso?
Altra domanda rimasta senza risposta certa.

Le formiche vedono i microbi?
La ricerca continua...

Come si fa a regalare una ricarica?
Risolto, grazie.

Se non è un gioco che ci stanno a fare i punti?
Il fatto di avere un meccanismo a punti è una delle caratteristiche che ha minato fin dall'esordio la validità dell'idea originale di Answers: fai una domanda e prima o poi trovi la persona competente che ti risponde. La triste realtà è ben diversa...

Perché nei fumetti e nei cartoni animati c'è la mania della doppia iniziale?
Domanda forse un po' retorica...

10 punti al peggiore? 10 punti a chi non lo sa?
Un momento di amarezza, o di denuncia se vogliamo.

¿Alguién conoce la canción "La telaraña"?
Altra domanda rimasta senza risposta: si tratta di una canzone che ho imparato da amici, in Spagna, nel lontano 1980. Magari un giorno la registro e ve la faccio sentire... ma dovete darmi il tempo di riprendere affiatamento con la chitarra.

Sono aperte di domenica a Venezia...?
Risolta!

¿Pero cccómo haaabla TTTTuuuulio Trivvviño?
Era un periodo in cui mi stavo appassionando al programma della TV cilena "31 minutos". Mi chiedevo se il modo particolare di parlare del protagonista, tale Tulio Triviño, rifletteva una specie di accento o parlata locale. Non ho avuto una risposta certa: il dubbio rimane.

¿Cuáles son los principales editores de libros de Astrología en lengua española?
Era per aiutare un amico che voleva mettersi in contatto con editori stranieri.

¿Tangananica... o tangananá?
Altra domanda-non-domanda che si riferisce a questa canzone del programma 31 minutos.

Ma gli insegnanti di oggi, quando assegnano i compiti a casa, non spiegano anche come farli?
La mia insofferenza per l'uso improprio di Answers comincia a farsi sentire.

Ci sono comunità calviniste in Italia?
Risolta, pare.

¿Policarpo, qué te pasa?
Altra domanda-non-domanda riferita a Policarpo Avendaño, un personaggio di 31 minutos noto per incantarsi ogni volta che... come potete vedere qui.

Capita anche a voi....?
Answers può essere molto snervante.

Ma con le nuove linee guida si possono fare gli auguri di fine anno?
Perché in teoria, su Answers si possono solo fare domande... o scrivere risposte. Qualsiasi socializzazione fra gli utenti può essere sanzionata pesantemente. Scherzo naturalmente. In realtà a farla da padrone su Answers sono taluni troll che amano "segnalare" come inappropriate certe domande o risposte, che vengono cancellate senza andare troppo per il sottile dai misteriosi amministratori del sito.

Vi ricorderete di me...?
A modo mio, preannunciavo il mio abbandono di Answers. Cosa che, a quanto pare, ha fatto anche il tizio che mi ha così amabilmente risposto.

Vi è mai capitato di contestare un addebito sulla carta di credito?
Risolto.



sabato 11 gennaio 2014

Le mie migliori risposte su Answers /5

Continua l'elenco... più che altro, riunire qui questi link serve a me stesso, come archivio storico di un periodo particolarmente risponditorio della mia vita.

Dall'altra parte della terra vedono il nostro stesso cielo?
Come si deve percorrere una rotatoria larga a doppia corsia?
Come si chiamano questi giocattolini?
Sono Bilancia ascendente Bilancia... chi mi aiuta a capirci qualcosa di più?!?
Come si usa il boot?
Come posso ridimensionare una foto?
Come faccio a installare Windows originale se ho perso il product key?
Qual è la più bella città del mondo?
Qualcuno mi sa spiegare la regola del plurale delle parole in -io?
Chi mi racconta una breve favoletta per farmi addormentare?
Video divertentissimi?
Chi mi consiglia uno scherzo di compleanno?
C'è chi usa Answers per farsi fare i compiti: è il caso di questa domanda.
A volte ci sono domande quasi incomprensibili, come questa.
Can you imagine...?
Chi mi spiega la canzone di Battiato "Cuccuruccù paloma"?
Mi scrivete una poesia allegra su Gennaio?
A volte sono stato premiato per una risposta precedente, come in questo caso.
E’ pratica la fede per determinare la verità di qualsiasi cosa?
Analisi Metrica di 4 piccoli versi?
Ci sono VERI maniaci di Star Trek (tutte le serie) come me anche x E-mail?
In questa domanda, risposta e successivo commento del richiedente potrete scoprire un gioco infinito di corsi e ricorsi: la ricorsione, appunto.
La sottile ironia di Drusetta non è menefreghismo? No, non lo è.
Perché molta gente dà il peggio di sé mentre guida l'automobile?
Che significa "VERIDIS QUO"?

martedì 7 gennaio 2014

I "seguaci" di Facebook

Ma chi saranno mai questi "seguaci" di Facebook? Girano diverse voci al proposito. Beh, io l'ho capita così e così ve la spiego.

Come saprete, ogni volta che scriviamo qualcosa su Facebook possiamo decidere quale livello di privacy assegnare ai nostri interventi: Pubblica (icona del mappamondo), Amici, Amici tranne conoscenti, Solo io o Personalizzata.

Ebbene, i seguaci sono persone che desiderano tenersi aggiornate su ciò che scriviamo pubblicamente su Facebook, ma che non vogliono richiederci direttamente l'amicizia. In altre parole, cliccano l'opzione Segui sulla nostra bacheca (o diario), ma non ci chiedono l'amicizia. In questo modo possono visualizzare ciò che pubblichiamo, ma sempre e soltanto se noi lo scriviamo con l'opzione Pubblica.
In linea di massima avere seguaci non dà fastidio, perché chi ci "segue" come "seguace" lo fa appunto per essere informato quando scriviamo cose pubbliche. Ma se noi non scriviamo mai niente di pubblico, loro non avranno mai nulla da leggere. Se su FB evitiamo accuratamente di scrivere o commentare cose "pubbliche", loro non potranno mai leggere niente dei nostri interventi.

Un personaggio pubblico può avere piacere ad avere molti "seguaci", perché magari usa la propria bacheca personale di Facebook anche per diramare messaggi che ritiene di pubblico interesse. Io però non sono e non mi considero un personaggio pubblico, perciò se vedo che mi si aggiunge qualche nuovo "seguace", normalmente gli scrivo avvertendolo che è inutile che mi "segua" perché non scrivo quasi mai niente di pubblico su Facebook. Se è davvero interessato a "seguirmi" gli propongo piuttosto di stringere amicizia, così potrà vedere davvero tutto ciò che scrivo.

Come fare a controllare cosa vedono i nostri "seguaci"? Semplice: basta verificare cosa c'è di Pubblico sulla nostra bacheca. In linea di massima, come impostazione predefinita, quando cambiamo la foto dello sfondo (la "copertina" della nostra bacheca) e quando cambiamo la foto del nostro profilo (l'avatar), Facebook registra questa attività scrivendo sul nostro diario un post "pubblico".

Andiamo ora sulla nostra bacheca. Sulla foto di copertina troviamo il pulsante Registro attività e sulla sua destra, una rotellina tipo ingranaggio:
Clicchiamoci sopra e scegliamo la voce: Visualizza come...
A questo punto nella parte alta dello schermo, sopra la foto di copertina e sotto la fascia blu di Facebook, apparirà una banda nera:
Clicchiamo su OK. Ora possiamo vedere la nostra bacheca esattamente come appare a chiunque si colleghi a Facebook senza essere nostro amico: dunque, la nostra bacheca appare così anche ai nostri eventuali "seguaci".

Se con questa visualizzazione notiamo una qualsiasi informazione che non vogliamo che sia pubblica, porvi rimedio è semplice: prendiamo nota di quando è stata pubblicata, poi ritorniamo alla visualizzazione normale della nostra bacheca e andiamo a modificare le impostazioni della privacy, rendendo quella specifica attività "privata". Se per qualsiasi motivo ciò non fosse possibile (può accadere, su Facebook...), possiamo sempre eliminarla o, in alternativa, nasconderla dal nostro diario.
Già che ci siamo, possiamo utilizzare la banda nera anche per vedere come i nostri amici di Facebook vedono il nostro diario: basta inserire il nome di uno qualsiasi di essi dove c'è scritto Visualizza come una persona specifica. Anche in quel caso, se troviamo informazioni che ci siamo pentiti di avere diffuso, le possiamo togliere o per lo meno nascondere dal diario (per esempio modificando la privacy su "Solo io").

Buon anno e buona privacy a tutti!

domenica 5 gennaio 2014

Il mio "salotto" su Facebook

Il gruppo di Facebook denominato "Il salotto di Luciano Drusetta" si rivolge a tutti gli appassionati di astrologia che gradiscono un luogo di scambio protetto dalle continue contrapposizioni che logorano il panorama astrologico italiano.

In precedenza avevo aperto su Facebook un altro gruppo, che avevo chiamato "idam - it.discussioni.astrologia" perché era la continuazione ideale, direi quasi l'erede dell'omonimo newsgroup (gruppo di discussione) su Usenet. L'idam di Facebook aveva tre sole regole, due delle quali erano piuttosto controverse e di difficile accettazione, in particolare la seconda:

1) Non offendere nessuno, usare toni pacati e civili
2) Non "bannare" o "bloccare" nessuno degli altri iscritti a "idam"
3) Non divulgare all'infuori del gruppo ciò che veniva scritto e commentato all'interno di "idam".


Nel 2013 decisi di chiudere "idam" su Facebook per una spiacevole violazione della terza di queste semplici regolette.

Grazie all'amichevole insistenza di alcuni amici che erano già stati iscritti al mio precedente gruppo di Facebook e che mi assicuravano di "sentirne la mancanza", dopo qualche mese ho deciso di riprovarci aprendo l'attuale "Salotto". 

Stavolta, in questo mio gruppo non impongo alcuna regola... tanto ho capito che le regole sono fatte per essere infrante. Il gruppo è chiuso (qui è spiegato che cosa vuol dire), ma è aperto a chiunque chieda di entrare, presentandosi (al limite, magari soltanto a me in privato) con nome e cognome vero e spiegando qual è il suo interesse nell'Astrologia e nel gruppo.

sabato 4 gennaio 2014

Ma è vero che il giorno del compleanno è così nefasto?

Per rispondere a questa angosciante domanda dobbiamo prima riconsiderare alcuni fatti.

L'anno scorso, fra gli appassionati di astrologia e di statistiche si diffuse come una bomba la notizia di una ricerca in base alla quale alcuni studiosi svizzeri avrebbero comprovato (il condizionale è d'obbligo) che "si muore più spesso della media nel giorno del proprio compleanno".

I giornali diedero gran risalto alla notizia. Pare che, studiando le date di nascita e di dipartita di due milioni di individui, gli elvetici abbiano potuto appurare che il numero di decessi non è distribuito equamente su tutti i 365 giorni dell'anno: avrebbero infatti riscontrato un picco del 13,8% di decessi in più nel giorno del compleanno.

Ogni giorno ciascuno di noi ha una discreta possibilità di decedere. La vita, si sa, è rischiosa; o per dirla in termini strettamente statistici, è mortale nel 100% dei casi comprovati. Ebbene, il giorno del nostro compleanno, la possibilità di morire diventerebbe maggiore. Chiedo scusa se non so essere più preciso, ma come ho già avuto modo di scrivere in questo mio blog, non sono esperto di statistiche e a dirla tutta, l'idea di applicare rigorose statistiche all'Astrologia mi lascia piuttosto indifferente.

Si era parlato della mortalità nel giorno del compleanno anche in questo articolo dello stesso blog, che riportava la statistica pubblicata da Gabriele Ruscelli negli Atti del Convegno CIDA di Parma del 1986. Già allora il Ruscelli avrebbe dimostrato (sempre col condizionale d'obbligo...) che si muore più frequentemente nel periodo intorno al giorno del compleanno.

Se esatte, queste statistiche sembrerebbero (altro condizionale...) dimostrare la fondatezza di una cosa che Ciro Discepolo ha scritto e ripetuto diverse volte: e cioè che nei 40 giorni a cavallo del compleanno (20 prima e 20 dopo) tendono a concentrarsi gli eventi più importanti dell'anno. E che spesso, gli avvenimenti più importanti della nostra vita avvengono esattamente il giorno del compleanno.

Da quando è apparsa la notizia della statistica svizzera, fra taluni astrologi e appassionati si è scatenata una (morbosa e inutile, a mio avviso) gara a chi colleziona più notizie possibili di eventi nefasti che avvengono nel periodo "critico" dei 20 giorni prima e 20 giorni dopo, dando particolare risalto ai decessi e più in generale, agli eventi tragici e tristi che avvengono il giorno del compleanno dei soggetti coinvolti. Il recente incidente che ha colpito Michael Schumacher ha dato a molti l'occasione di tornare sull'argomento. E ci torno anch'io oggi, con la mia solita voce che, mi auguro, anche questa volta almeno in parte sia "fuori dal coro".

Ora, è proprio questo ciò che dice Discepolo? Dice davvero che gli eventi "più importanti" che possono accadere il giorno del compleanno sono quelli nefasti, dannosi, dolorosi, luttuosi? Niente affatto! Nei suoi libri, egli fa diversi esempi di avvenimenti clamorosi, sì, ma assolutamente positivi, che avvengono il giorno del compleanno o nel periodo critico dei 20 giorni prima e 20 giorni dopo. Per esempio, cita il calciatore che segna il goal più importante della sua carriera, il tizio che vince alla lotteria, l'impiegato che riceve una promozione, il candidato che viene eletto a una carica importante...

Va anche detto che molti degli avvenimenti tragici, luttuosi, tristi e nefandi della nostra vita accadono in giorni lontani dal giorno del compleanno, cioè in quei restanti 325 giorni dell'anno che non fanno parte del famigerato "periodo critico".

Che cosa c'è dunque di vero nel discorso dei giorni critici a cavallo del compleanno, e della criticità del compleanno stesso? Molto, molto. C'è molto di vero. Ma ricordatevi sempre che giorni "critici" non significa necessariamente "giorni nefasti" e che gli avvenimenti "importanti" o "eclatanti" che ci possiamo aspettare non sono necessariamente "negativi". Suvvia, un po' di ottimismo e basta parlare di morte!

Ora qualcuno dirà: Eh Luciano... dici "Basta parlare di morte" ma proprio tu hai introdotto l'argomento...

E' vero. Ne parlo qui adesso perché in questi giorni, diverse persone in privato mi hanno chiesto che cosa penso di questo argomento; cioè, se credo anch'io o no che il compleanno sia un giorno particolarmente negativo. Ecco, credo di aver dato la mia risposta. Adesso però torno ad occuparmi di altre cose: tutte le altre belle (e brutte) cose che si possono studiare a livello astrologico: nascite, diplomi, lauree, assunzioni, licenziamenti, vincite, perdite... ma la morte no, lasciamola perdere.

Anche perché... Discepolo stesso (e io sono d'accordissimo con lui, in questo) sottolinea il fatto che la morte di un soggetto non è sempre segnalata dai suoi propri transiti e dalle sue proprie Rivoluzioni Solari o Lunari. In altre parole, si può morire tranquillamente durante un periodo di transiti ottimi, e con Rivoluzioni Solari e Lunari splendide. Perché? Personalmente, credo che ciò avvenga perché il decesso non è necessariamente un evento così importante o doloroso per chi decede. Invece lo è, indubbiamente, per chi rimane.

Ed è proprio per questo motivo che, al contrario dei decessi, con l'Astrologia è relativamente facile prevedere i lutti: quando muore una persona cara, infatti, l'evento si riflette piuttosto chiaramente nelle situazioni astrali di parenti, congiunti e amici del caro estinto.