sabato 12 giugno 2010

I motivi di una scelta


I miei colleghi e amici traduttori sapranno certamente di cosa sto parlando: è quel fastidio che ti prende quando qualcuno ti chiede, così al volo, di tradurgli una pagina o un contratto o un articolo di giornale; o una qualsiasi altra cosa, magari anche solo una parolina, perché magari pensano (lo si capisce dal modo in cui te lo chiedono) che "tanto non ti costa nulla", perché tu "le lingue le sai".

Sì, ma loro lo sanno quanti anni di studio, di fatica, di investimenti ci sono dietro questa conoscenza all'apparenza banale e "alla portata di tutti"?

Qualcuno forse se ne rende conto, ma non conosce il mercato delle traduzioni e allora pensa che comunque tradurre non sia poi una cosa che comporti troppo impegno o tempo; e allora ti chiede di tradurre qualcosa sì, ma "ovviamente dietro compenso". Tu accetti, fai la tua offerta amichevole, che è la più bassa possibile, considerando anche il rapporto di amicizia che vi lega; e l'altra persona rimane a bocca aperta quando vede l'importo che dovrebbe sborsare perché davvero pensava che costasse molto meno.

Qualcosa di simile accade quando mi chiedono di "dare un'occhiata" ai transiti o a una Rivoluzione Solare, mirata o no: "Tanto cosa ti costa? Sei un esperto! Sei finito perfino su Wikipedia!" (fornisco di nuovo il link perché magari è solo una svista: appena se ne accorgono mi cancelleranno).

E io a spiegare che non ho tempo, che non è una cosa così semplice, che è una grossa responsabilità. E l'altra persona, stupita, replica: "Ma se c'è tanta gente sul sito di XY o sul blog di YZ che spara consigli a destra e a manca!"

Bene, dico io, rivolgiti pure a loro: io queste cose non le faccio. Io nel mio piccolo, e non è questione di farsi pagare o no, cerco di essere sempre molto professionale. E allora secondo me un buon astrologo (a meno che abbia alle spalle un'esperienza davvero massiccia) non dovrebbe giudicare un caso solo in base ad un paio di grafici o a dati di nascita forniti lì per lì.

I motivi di tanta prudenza? Innanzitutto la necessità (pensavo di scrivere "opportunità" ma credo che "necessità" sia il termine più appropriato) di verificare i dati di nascita che ci vengono forniti. Per carità, non è per scarsa fiducia! Ci mancherebbe che qualcuno si sogni di fornirci pure dei dati falsi! Chi potrebbe avere interesse a fare ciò?!?* Si tratta piuttosto di iniziare il consulto con una piccola fase di verifica, rigorosa, fatta in base a un preciso protocollo come quello proposto da Ciro Discepolo nel suo Nuovo Trattato di Astrologia. Solo dopo aver verificato ed eventualmente rettificato l'ora di nascita del soggetto, si può procedere al consulto vero e proprio.

E poi c'è anche l'opportunità (o "necessità", anche in questo caso) di studiare non un grafico ma un individuo. La differenza è fondamentale. Ci sono dei medici che tra colleghi parlano dei loro pazienti più o meno in questi termini: "Sai, ho un caso di angina pectoris che ti vorrei sottoporre", "Ah senti, mi puoi guardare questa meningite?". Credo che a chiunque dispiacerebbe sentirsi trattare in questo modo. Tutti noi ci illudiamo che i medici parlino di noi in questi termini: "Sai c'è una simpatica signora trentenne che è stata di recente colpita dall'influenza aviaria, ti va di studiarne il caso?"

Allo stesso modo, io non riesco a considerare i "casi astrologici" in questo modo: "Sai proprio ieri mi ha telefonato una Rivoluzione Solare con stellium in Ottava", "Ti va di guardarmi quest'Urano in Prima?", "Ieri è venuta a trovarmi un'opposizione Sole-Urano" e così via. Per me si tratta sempre e soltanto di individui, ciascuno con la propria situazione, personale e complessa. E ricordiamolo, l'Astrologia è solo uno dei fattori che ci permette di fare luce sull'enorme complessità delle situazioni individuali.

Dunque non stupitevi se quando mi chiedete una traduzione, anche in via amichevole e informale, io vi chiederò un giusto compenso.

E non stupitevi se quando mi chiedete un'opinione astrologica, vi risponderò che non sono disponibile per pareri astrologici "volanti". O lo facciamo in privato, come consulto e allora lo facciamo bene; oppure ne possiamo eventualmente parlare in pubblico su it.discussioni.astrologia o su questo blog. Ma a questo punto c'è pure il blog di Ciro Discepolo e il newsgroup free.it.scienza.astrologia, ma anche Facebook e chissà quante decine di forum e di mailing list astrologiche piene di volenterosi che vi possono elargire il loro consiglio...

* P.S. Ah mi dite che anni fa, su free.it.scienza.astrologia qualcuno postò dei dati di nascita anonimi e dopo aver sentito le varie previsioni e commenti da parte dei volenterosi frequentatori del gruppo (questo soggetto ha un anno buono, no ha dei transiti pessimi ecc. ecc.), saltò fuori che si trattava dei dati di nascita di Michael Schumacher, postati sul gruppo proprio allo scopo di "prendere in castagna" gli astrologi? Ah, me n'ero dimenticato! Nulla di nuovo sotto il sole, comunque: già nel secolo XVII qualcuno in Francia sfidò l'astrologo di corte a prevedere il futuro di "un nuovo nato alla corte del Re". Dopo avere avuto il responso, svelò che si trattava dei dati di nascita di un asinello, nato appunto in quei giorni nelle stalle del palazzo di corte. Gli astrologi, vedete, non hanno vita facile. Nemmeno i traduttori.