giovedì 24 giugno 2010

500 for Rummy, 500 per ramino, Ramino 500, Rummy 500, Ramino 500


Con questo post, originalmente pubblicato il 28 dicembre 2008 e rivisto nel gennaio del 2012, si conclude il trasferimento di contenuto dal mio vecchio spazio su Windows Live, che ora chiuderò (appena capisco come si fa).

E' un gioco molto simile alla pinnacola. Si gioca con un mazzo di 52 carte da poker, senza jolly
Giocatori: da 2 a 5.

Conteggi: quando un giocatore chiude la mano, ciascuno somma i punti corrispondenti alle combinazioni di carte che ha messo sul tavolo e sottrae i punti corrispondenti alle carte che gli sono rimaste in mano. A parte il giocatore che chiude la mano (che ha solo punti positivi), tutti gli altri giocatori possono guadagnare o perdere punti a seconda se la somma dei punti delle carte messe sul tavolo è maggiore o minore rispetto alla somma dei punti delle carte rimaste in mano (il dettaglio dei punti viene specificato in seguito).
Scopo del gioco: raggiungere 500 punti.
Apertura: si distribuiscono 7 carte a ciascun giocatore. Poi la prima carta del mazzo va scoperta e appoggiata di fianco al mazzo: è la prima delle carte che formeranno il cosiddetto pozzo. Il mazzo da cui pescare e la carta scoperta vanno messi al centro del tavolo, in posizione ben accessibile a tutti.
 

Come si gioca - Dopo la distribuzione delle carte, il mazziere dà tempo ai giocatori di sistemarsi le carte in mano. Inizia il gioco la persona che siede alla sinistra del mazziere di turno e si prosegue in senso orario. Come altri giochi simili, ciascun giocatore inizia la mano pescando una carta dal mazzo e chiude la mano scartando una carta. Ma al contrario di ciò che avviene in altri giochi, nel Ramino 500 le carte scartate non vanno gettate alla rinfusa nel pozzo: vanno appoggiate in bell'ordine di fianco al mazzo, in modo che siano tutte visibili nell’ordine in cui sono state scartate.
    1. Ciascun giocatore può iniziare la mano pescando la prima carta dal mazzo oppure recuperando le carte dal pozzo secondo le regole che verranno illustrate di seguito. La carta recuperata dal pozzo va utilizzata subito per creare dei tris o delle scale (vedi anche la sezione sulle “Combinazioni di carte”). Non la si può usare per attaccarla alle combinazioni di altri giocatori. In una possibile variante del gioco, ciascun giocatore inizia obbligatoriamente la mano pescando dal mazzo, e non può pescare dal pozzo finché non abbia messo giù almeno un tris o una scala. Un'altra possibile regola facoltativa che si può introdurre d'accordo con gli altri giocatori, dice che si può "aprire" il gioco mettendo sul tavolo delle combinazioni di carte solo se la somma dei punti delle carte che si mettono sul tavolo è superiore a tot punti.
      2. Il giocatore che recupera una carta dal pozzo è obbligato a trattenersi anche tutte le carte scartate successivamente. Tra le carte recuperate dal pozzo, solo la prima (quella più vicina al mazzo) va obbligatoriamente usata per creare una combinazione; le altre si possono liberamente usare per attaccarle alle combinazioni di altri giocatori, altrimenti vanno trattenute in mano. Alla fine della giocata, il giocatore scarta una carta di suo piacimento, anche una di quelle che ha appena preso su dal pozzo. Solo i giocatori che hanno già aperto il gioco creando una o più combinazioni, possono "attaccare" le proprie carte alle combinazioni di altri giocatori (anche nel corso della stessa mano in cui hanno aperto il gioco). In questo caso, il giocatore deve dichiarare a quale combinazione egli desidera attaccare la carta; dopo di che è consigliabile trattenere la carta scoperta sul tavolo presso di sé, perché concorrerà al conteggio del proprio punteggio (perché sono punti a favore di chi "attacca", non di chi ha messo giù la combinazione alla quale quella carta è stata "attaccata").
Non è chiaro cosa succede se un giocatore si sbaglia, cioè se la carta da lui scelta nel pozzo si rivela poi non giocabile. Per evitare che questo accada, è buona cosa che prima di prelevare dal pozzo il giocatore dichiari quale carta intende recuperare (la più vicina al mazzo). Anche così è possibile che, dopo aver tirato su quella carta e tutte le altre scartate successivamente, il giocatore di turno si accorga che la prima carta (quella più vicina al mazzo) non sia giocabile. E' un caso raro, ma può accadere. Eventualmente si potrebbe concordare una "punizione" in questo caso: per esempio far uscire definitivamente dal gioco il giocatore distratto, oppure assegnargli un certo punteggio negativo. Oppure semplicemente, si potrebbe annullare la giocata (la mano), la partita (per partita intendo dalla prima distribuzione delle carte fino alla chiusura, quando un giocatore scarta la sua ultima carta e si procede al conteggio) o addirittura il gioco (per gioco intendo l’insieme di partite che si conclude quando uno arriva a 500 punti). Il problema è che una volta prelevato dal pozzo, può essere difficile ricordare l’ordine esatto in cui erano disposte le carte del pozzo, e questo rende difficile poter proseguire il gioco “come se nulla fosse” eventualmente “ripristinando la serie di carte scartate”. Accetto suggerimenti sul da farsi a questo proposito.
     3. Ciascun giocatore chiude obbligatoriamente la propria giocata scartando una carta (a sua scelta) e appoggiandola nel pozzo. La carta scartata va appoggiata sopra le altre, un po’ spostata di lato in modo che siano visibili tutte le carte del pozzo nell'ordine in cui sono state scartate.
 

La regola del “Rummy!” – Se un giocatore distrattamente scarta una carta che si può attaccare ad altre combinazioni (proprie o di altri giocatori) presenti sul tavolo, il primo che se ne accorge dice “Rummy!” e può giocare la carta a suo piacimento. Una carta si considera “scartata” quando il giocatore non la tocca più, anche se non ha ancora ritirato il braccio. Se nessun giocatore si accorge di niente e non dice “Rummy!” allora il gioco prosegue normalmente. I giocatori successivi iniziano la loro mano come sempre, anche lo stesso giocatore che ha scartato la carta che si poteva attaccare. Quando un giocatore recupera una carta dal pozzo, la deve usare per formare una nuova combinazione: la nuova combinazione può essere creata usando le carte che egli aveva già in mano, oppure usando anche o esclusivamente le carte scartate successivamente. L’importante è che la prima carta del pozzo (quella più vicina al mazzo) venga usata per formare un tris o una scala.
E' obbligatorio concludere ciascuna mano scartando una carta. In una possibile variante del gioco,
non si può scartare l’ultima carta se è una carta giocabile, cioè se si può attaccare a una qualsiasi combinazione esistente sul tavolo. Quando uno scarta la sua ultima carta, gli altri giocatori hanno il diritto di verificare se essa è giocabile o no. La partita, in questo caso, finisce anche quando il mazzo è esaurito e il giocatore successivo non desidera prendere nessuna carta fra quelle scartate. Come regola opzionale alternativa, è possibile recuperare tutte le carte scartate, rimettendole coperte (a faccia in giù) in mazzo, ma senza necessariamente rimescolarle. In questa variante, dunque, è possibile concludere la mano anche senza scartare alcuna carta. Al prossimo turno, il giocatore che ha chiuso la mano senza scartare, pesca una carta dal mazzo. Se è una carta giocabile, la deve giocare. Altrimenti la scarta a faccia in su (scoperta, nel pozzo) e chiude la partita. Nella versione più diffusa del gioco, la partita si conclude sempre e comunque quando un giocatore scarta la sua ultima carta. 
 
Calcolo del punteggio - Ogni carta ha un suo valore. Le carte dal 2 al 9 valgono 5 punti ciascuna.
I 10, i Fanti (Jack), le Donne (o Regine: Queen) e i Re (King) valgono 10 punti ciascuno.
Gli assi possono valere 5 o 15 punti: quando fa parte della scala Asso-2-3 (e successivi) vale 5 punti, altrimenti altrimenti vale 15 punti. Questo vale anche se l’asso viene attaccato a una scala 2-3-4 esistente o se viene attaccato a un 2 che un altro giocatore ha attaccato a una scala 3-4-5 (e così via: l'asso potrebbe essere attaccato a un 2 che un giocatore ha attaccato a un 3 che un altro giocatore ha attaccato a una scala 4-5-6).
Per questo motivo si deve sempre dichiarare a quale combinazione di quale giocatore si desidera attaccare una carta. Vedi anche la sezione sulle “Combinazioni di carte”. Quando rimane in mano al giocatore e va a concorrere al punteggio negativo, l'asso vale sempre 15 punti! 
Alla fine di ogni partita, per ciascun giocatore si calcola la differenza tra le carte messe giù (le proprie combinazioni più le carte attaccate alle combinazioni di altri) e le carte che ha ancora in mano (che hanno valore negativo). Se il risultato è negativo, quel giocatore avrà un punteggio negativo. Come regola opzionale, si può concordare che il giocatore che accumula 101 punti negativi (cioè chi arriva a -101 punti) esce dal gioco.
Il gioco viene vinto dal primo giocatore che tocca o supera i 500 punti. Se alla fine della stessa partita ci sono più giocatori che superano i 500 punti, vince quello che ha il punteggio finale più alto.
Da notare: si possono concordare punteggi diversi per la vittoria e/o per l’uscita dal gioco.
 

Combinazioni di carte - Per combinazione si intende un gruppo di carte (normalmente un tris o una scala) che viene appoggiato sul tavolo presso ciascun giocatore “proprietario” e lì rimane fino alla fine del gioco. Ci sono due tipi di combinazioni con le quali chiunque può aprire il gioco in qualsiasi momento (in certe varianti del gioco però è necessario aspettare di avere in mano un punteggio minimo prima di poter aprire il gioco mettendo giù delle carte).
Il primo tipo di combinazione è il tris o il quartetto (poker) di carte dello stesso valore: per esempio tre o quattro 5, oppure tre o quattro Donne. L'altro è la “scala”, cioè una sequenza di tre o più carte dello stesso seme e di valore progressivo come per esempio un 5, un 6 e un 7 di cuori. L'asso può contare come 1 (e valere 5 punti) se viene messo prima di un 2; ma vale 15 punti se fa parte di un tris o di un poker di assi o se viene usato in una scala dopo il Re. A-2-3 e Q-K-A sono sequenze valide, mentre K-A-2 non è una sequenza valida. Si ricorda che le carte di una sequenza (o “scala”) devono essere tutte dello stesso seme.
Carte "attaccate" - Oltre a creare combinazioni come quelle appena descritte, i giocatori possono attaccare delle carte alle combinazioni create da altri giocatori. Tutte le volte si deve dichiarare a quale combinazione di quale giocatore si desidera attaccare una certa carta. Quando diciamo “attaccare” intendiamo appunto questo: fisicamente, la carta attaccata rimane presso il giocatore proprietario (quello che la "attacca" alla combinazione di un altro) perché concorrerà al suo punteggio positivo. Tutte le combinazioni e le carte attaccate devono essere tenute ben visibili a tutti, in modo che chiunque possa valutare la possibilità di attaccare altre carte. Se c’è un tris, è possibile attaccarci la quarta carta mancante (per esempio se esiste un tris composto da Donna di cuori, Donna di picche e Donna di fiori, è possibile attaccarci la Donna di quadri). Se esiste una scala di carte dello stesso seme, si possono attaccare una o più carte su entrambi i lati. Per esempio se esiste un tris fatto da 5-6-7 di quadri, chiunque abbia già aperto il gioco creando una propria combinazione può attaccarci il 4 di quadri e/o l’8 di quadri. Si possono attaccare delle carte anche a carte che a sua volta sono state attaccate. Inoltre ogni giocatore può aggiungere delle carte anche alle proprie combinazioni. Per esempio: - Abbiamo un tris di 6-7-8 di quadri. Qualcuno ci attacca il 9 di quadri. A questo punto chiunque ci può attaccare il 10 di quadri e così via.
A volte, una carta si può attaccare a più di una combinazione esistente. Per questo si deve sempre dichiarare a quale combinazione si desidera attaccare una carta. Per esempio, mettiamo che sul tavolo ci sia la scala 7-8-9 di quadri e il tris di 10 composto da 10 di fiori, 10 di cuori e 10 di picche. Il giocatore che ha in mano il 10 di quadri può decidere se attaccarlo al tris di 10 oppure alla scala di quadri. Una volta fatta la scelta, non si può più cambiare. Dunque bisogna dichiarare se lo si attacca alla scala o al tris.
Non è obbligatorio attaccare una carta. Le carte “attaccabili” si possono tenere in mano oppure anche scartarle: ovviamente gli altri giocatori ne possono approfittare (vedi La regola del “Rummy!”)
 

Strategie di gioco - (Consigli dati da chi gioca spesso. Fidatevi.) 
    1. Quando state aspettando la carta giusta per chiudere il gioco o quando avete poche carte in mano, di solito è una buona idea scartare gli assi o le carte che valgono 10 (cioè i 10, i Fanti, le Donne e i Re). Infatti se un altro chiude il gioco e voi avete in mano queste carte, sono tutti punti negativi che possono incidere pesantemente sul calcolo del punteggio.
     2. Cercate di non scartare una carta che, combinata con quelle scartate in precedenza, potrebbe formare dei tris o delle scale.
Per esempio: evitate di scartare un Re se c’è già un altro Re fra le carte scartate. Infatti il vostro Re potrebbe essere il secondo elemento di un possibile tris di Re. C'è il rischio che un giocatore dopo di voi possa avere un terzo Re e decida di prendere su tutto per fare il tris di Re grazie anche alla vostra carta. Al contrario, potete decidere di scartare certe carte “appetitose” proprio per invogliare gli avversari ad accumulare carte inutili, mentre voi vi state preparando per chiudere la partita. In questo modo, se voi riuscite a chiudere presto la partita, l’avversario rimasto con molte carte in mano accumulerebbe molti punti negativi.

Se scartate una carta che può formare un tris assieme ad altre carte del pozzo, voi regalate di fatto quel tris al giocatore seguente, il quale può prelevare dal pozzo (con le regole sopra precisate) e accumulare punti positivi. Lo stesso vale per le scale. D’altra parte, potete scaricare apposta delle carte giocabili in modo da invogliare gli altri a prelevare molte carte dal mazzo, mentre voi vi preparate alla chiusura. Può valer la pena farlo se si tratta di tris o scale di basso valore, però.
     3. Osservate bene le carte sul tavolo. Tenete presente che si gioca con un solo mazzo, e se avete in mano (per esempio) un asso e tra le combinazioni sul tavolo ci sono due assi, potete azzardarvi a scartare il vostro asso anche se nel pozzo c'è il quarto asso: questo perché in questo caso gli assi sono già tutti posizionati ed è esclusa la possibilità che un avversario possa formare un tris d'assi guadagnando ben 45 punti.
     4. Di solito non è una buona idea prelevare molte carte dal pozzo se un altro giocatore ha poche carte in mano o nessuna: questo perché quel giocatore potrebbe chiudere la partita in qualsiasi momento e voi restereste con molte carte in mano (cioè con parecchi punti negativi da detrarre dai vostri eventuali punti positivi). A volte però vale la pena correre il rischio. All'inizio della partita, è anche possibile provare a tenersi tutte le carte in mano finché non si creano le combinazioni necessarie a poter aprire il gioco e chiuderlo nel corso della stessa mano (per esempio mettendo giù due tris e una carta da scartare; oppure una scala di 4 carte, due carte da attaccare e una carta da scartare).
     5. In certi casi si hanno in mano combinazioni valide ma può valer la pena non metterle giù. L’esempio più frequente è la scala A-2-3. Un asso è un po' sprecato in questo modo, perché vale solo 5 punti. Si può sempre sperare che arrivino altri assi e fare un tris o un poker di assi, oppure una scala Donna-Re-Asso: in questi casi l'asso vale 15 punti. E se vi arriva il 4, potete sempre mettere giù la scala 2-3-4 e attaccarci l'asso più tardi, in un secondo momento.
Però ci sono due casi nei quali è opportuno usare l'asso nella scala A-2-3 o attaccato alla scala 2-3-4:
a) quando uno degli avversari sta per chiudere e volete liberarvi dei potenziali 15 punti negativi
b) quando in qualche combinazione sono già stati usati due o tre assi, o se è già stato usato il Re dello stesso seme dell'asso che avete in mano. In questo modo evitate di prendere 15 punti negativi e siete sicuri di guadagnarne almeno 5.
Non scartate mai un asso se sul tavolo c'è la scala 2-3-4 dello stesso seme: gli altri giocatori potrebbero accorgersene e avvalersi della regola del “Rummy!”.
     6. Memorizzate le carte che gli avversari hanno prelevato dal pozzo: vi sarà utile per decidere cosa scartare. Per esempio: sapete che un altro giocatore ha preso su 2 Fanti (Jack) e non li ha ancora messi giù. Voi avete un altro Fante, ma non lo scartate perché altrimenti l'avversario farebbe un tris di Fanti.
 

Varianti del gioco
Si può giocare a chiusure invece che a punti: si può concordare che vince il giocatore che chiude più partite (due su tre, tre su cinque…). Oppure quello che arriva per primo a 500 punti chiudendo la partita (anche se altri, nel corso della stessa partita, superano i 500 punti e hanno un punteggio più alto del suo). In questo modo non si può vincere il gioco se a chiudere la partita è stato un altro giocatore.
Carta speciale: Si può decidere di assegnare un valore speciale a una determinata carta. Per esempio, si può decidere che la Donna di picche vale 40 punti. Questo ovviamente crea particolari strategie in relazione a questa carta. Si può decidere questa cosa all'inizio di ogni partita, oppure una volta per tutte, fino alla fine del gioco.
Valori da Scala Quaranta: si può decidere che le carte dal 2 al 9 non valgono 5 punti, ma ciascuna vale il numero che rappresenta: il 2 vale 2 punti, il 3 vale 3 punti e così via.
  

© Alan Gilfoy, 2004-2005. Traduzione di Luciano Drusetta ® 2008
Pagina originale: http://www.geocities.com/alangilfoy/personalinfo/rummy500rules.html

giovedì 17 giugno 2010

Barzelletta argentina... o realtà italiana?

(Postato originalmente su WindowsLive il 29/8/2006)

REALIDAD ARGENTINA O NO?
El chico termina la secundaria y no tiene ganas de seguir estudiando a nivel terciario.
Como el padre es un tipo de pocas pulgas, lo aprieta:
- ¿Ah ? ¿No queres estudiar? Bueno, yo vagos no mantengo, así que vas a trabajar, ¿estamos?


El padre tiene algunos amigos políticos dada su larga trayectoria, trata de conseguirle un empleo y habla con un amigo:
* Rodríguez, ¿Te acordás de mi hijo? Bueno, terminó la secundaria y no quiere estudiar por ahora. Si podés, necesitaría un puesto como para que empiece a trabajar mientras decide si va a seguir una carrera... El asunto es que haga algo y no vaguee ¿me entendes?


A los tres días llama Rodríguez:
- Tito, ya está. Asesor de la Comisión de Salud del Congreso. Unos $ 9.000 por mes. Está lindo, ¿no?
* ¡No, Rodríguez! ¡Es una locura! Recién empieza. Tiene que comenzar de abajo.

A los 2 días, de nuevo Rodríguez:
- Tito, ya lo tengo. Le conseguí un cargo de Secretario Privado de un congresista. El sueldo es más modesto, de $ 5.000.
* No, Rodríguez, ¡Recién terminó el colegio! No quiero que la vida se le haga tan fácil de entrada. Quiero que sienta de necesidad de estudiar, ¿me entendes?


Al otro día:
- Tito, ahora sí, Ayudante del Encargado del Archivo, con algo de computación, ya está, claro que el sueldo se le va muy abajo... Serían $ 2.800 mangos, nada más.
* Pero Rodríguez, ¡Por favor! conseguime algo más modesto. Recién empieza. Algo de $ 500 o $ 600 mangos.
- No, eso es imposible, Tito.* ¿Por qué?
- ESOS CARGOS SON POR CONCURSO, NECESITA CURRICULUM, TITULO UNIVERSITARIO, HABER HECHO UNA MAESTRIA O POST-GRADO... ANTECENTES... EXPERIENCIA PREVIA. ES JODIDO, TITO.
Dopo le superiori, un ragazzo non ha voglia di continuare. Suo padre, che ha conoscenze altolocate, gli dice: "Ah non vuoi studiare, eh? Beh allora ti trovo un lavoro, così non stai qui a farti mantenere da paparino ma ti guadagni la pagnotta!"

Allora il papà chiama un suo amico politico e gli spiega: "Ciao caro, ti ricordi di mio figlio? Ha finito le scuole e per il momento non desidera andare avanti con gli studi. Ci vorrebbe un posticino così, giusto finché non decide che carriera intraprendere. L'importante è che faccia qualcosa, tenerlo occupato insomma, mi capisci vero?"

Dopo tre giorni l'amico politico richiama il padre e gli dice: "Ho trovato! Assistente del Ministro della Salute, al Parlamento. Pensa, guadagnerebbe sui 9.000 Euro al mese. Mica male eh?"
Ma il papà risponde: "Noooo, no, è troppo! E' solo agli inizi, non ha esperienza! Deve cominciare dalla gavetta."

Due giorni dopo il politico telefona di nuovo: "Stavolta ci siamo: Segretario personale di un parlamentare. Lo stipendio è più modesto, siamo sui 5.000."
"No, - dice il genitore - se ha appena finito le scuole! Non voglio che pensi che sia tutto rose e fiori nella vita. Voglio che si renda conto che è necessario studiare, mi capisci?"

Il giorno dopo: "Adesso ho trovato davvero il posto che fa per lui! Assistente dell'Addetto all'Archivio, occorre sapere usare un pochino il computer, ma è chiaro che lo stipendio è più basso, siamo non più di 2.800 Euro al mese..."
"Ma no! - obietta il padre - Trovami qualcosa di più modesto, adatto per uno alle prime armi. Non so, una cosetta da 500 o 600 Euro al mese..."
"Non è possibile, mi dispiace.", risponde il politico.
"Perché?", chiede il genitore.
"Sai, questi incarichi vanno a concorso, ci vuole un curriculum, laurea, specializzazione o comunque studi post-universitari, esperienze precedenti... insomma è quasi impossibile."

sabato 12 giugno 2010

I motivi di una scelta


I miei colleghi e amici traduttori sapranno certamente di cosa sto parlando: è quel fastidio che ti prende quando qualcuno ti chiede, così al volo, di tradurgli una pagina o un contratto o un articolo di giornale; o una qualsiasi altra cosa, magari anche solo una parolina, perché magari pensano (lo si capisce dal modo in cui te lo chiedono) che "tanto non ti costa nulla", perché tu "le lingue le sai".

Sì, ma loro lo sanno quanti anni di studio, di fatica, di investimenti ci sono dietro questa conoscenza all'apparenza banale e "alla portata di tutti"?

Qualcuno forse se ne rende conto, ma non conosce il mercato delle traduzioni e allora pensa che comunque tradurre non sia poi una cosa che comporti troppo impegno o tempo; e allora ti chiede di tradurre qualcosa sì, ma "ovviamente dietro compenso". Tu accetti, fai la tua offerta amichevole, che è la più bassa possibile, considerando anche il rapporto di amicizia che vi lega; e l'altra persona rimane a bocca aperta quando vede l'importo che dovrebbe sborsare perché davvero pensava che costasse molto meno.

Qualcosa di simile accade quando mi chiedono di "dare un'occhiata" ai transiti o a una Rivoluzione Solare, mirata o no: "Tanto cosa ti costa? Sei un esperto! Sei finito perfino su Wikipedia!" (fornisco di nuovo il link perché magari è solo una svista: appena se ne accorgono mi cancelleranno).

E io a spiegare che non ho tempo, che non è una cosa così semplice, che è una grossa responsabilità. E l'altra persona, stupita, replica: "Ma se c'è tanta gente sul sito di XY o sul blog di YZ che spara consigli a destra e a manca!"

Bene, dico io, rivolgiti pure a loro: io queste cose non le faccio. Io nel mio piccolo, e non è questione di farsi pagare o no, cerco di essere sempre molto professionale. E allora secondo me un buon astrologo (a meno che abbia alle spalle un'esperienza davvero massiccia) non dovrebbe giudicare un caso solo in base ad un paio di grafici o a dati di nascita forniti lì per lì.

I motivi di tanta prudenza? Innanzitutto la necessità (pensavo di scrivere "opportunità" ma credo che "necessità" sia il termine più appropriato) di verificare i dati di nascita che ci vengono forniti. Per carità, non è per scarsa fiducia! Ci mancherebbe che qualcuno si sogni di fornirci pure dei dati falsi! Chi potrebbe avere interesse a fare ciò?!?* Si tratta piuttosto di iniziare il consulto con una piccola fase di verifica, rigorosa, fatta in base a un preciso protocollo come quello proposto da Ciro Discepolo nel suo Nuovo Trattato di Astrologia. Solo dopo aver verificato ed eventualmente rettificato l'ora di nascita del soggetto, si può procedere al consulto vero e proprio.

E poi c'è anche l'opportunità (o "necessità", anche in questo caso) di studiare non un grafico ma un individuo. La differenza è fondamentale. Ci sono dei medici che tra colleghi parlano dei loro pazienti più o meno in questi termini: "Sai, ho un caso di angina pectoris che ti vorrei sottoporre", "Ah senti, mi puoi guardare questa meningite?". Credo che a chiunque dispiacerebbe sentirsi trattare in questo modo. Tutti noi ci illudiamo che i medici parlino di noi in questi termini: "Sai c'è una simpatica signora trentenne che è stata di recente colpita dall'influenza aviaria, ti va di studiarne il caso?"

Allo stesso modo, io non riesco a considerare i "casi astrologici" in questo modo: "Sai proprio ieri mi ha telefonato una Rivoluzione Solare con stellium in Ottava", "Ti va di guardarmi quest'Urano in Prima?", "Ieri è venuta a trovarmi un'opposizione Sole-Urano" e così via. Per me si tratta sempre e soltanto di individui, ciascuno con la propria situazione, personale e complessa. E ricordiamolo, l'Astrologia è solo uno dei fattori che ci permette di fare luce sull'enorme complessità delle situazioni individuali.

Dunque non stupitevi se quando mi chiedete una traduzione, anche in via amichevole e informale, io vi chiederò un giusto compenso.

E non stupitevi se quando mi chiedete un'opinione astrologica, vi risponderò che non sono disponibile per pareri astrologici "volanti". O lo facciamo in privato, come consulto e allora lo facciamo bene; oppure ne possiamo eventualmente parlare in pubblico su it.discussioni.astrologia o su questo blog. Ma a questo punto c'è pure il blog di Ciro Discepolo e il newsgroup free.it.scienza.astrologia, ma anche Facebook e chissà quante decine di forum e di mailing list astrologiche piene di volenterosi che vi possono elargire il loro consiglio...

* P.S. Ah mi dite che anni fa, su free.it.scienza.astrologia qualcuno postò dei dati di nascita anonimi e dopo aver sentito le varie previsioni e commenti da parte dei volenterosi frequentatori del gruppo (questo soggetto ha un anno buono, no ha dei transiti pessimi ecc. ecc.), saltò fuori che si trattava dei dati di nascita di Michael Schumacher, postati sul gruppo proprio allo scopo di "prendere in castagna" gli astrologi? Ah, me n'ero dimenticato! Nulla di nuovo sotto il sole, comunque: già nel secolo XVII qualcuno in Francia sfidò l'astrologo di corte a prevedere il futuro di "un nuovo nato alla corte del Re". Dopo avere avuto il responso, svelò che si trattava dei dati di nascita di un asinello, nato appunto in quei giorni nelle stalle del palazzo di corte. Gli astrologi, vedete, non hanno vita facile. Nemmeno i traduttori.

domenica 6 giugno 2010

Lectura esencial del Retorno Solar según las reglas de Ciro Discepolo


Aunque es obvio, cabe aclarar que las indicaciones del RS hay que considerarlas siempre en relación con los tránsitos del mismo período, y también considerando las potencialidades ya presentes en el tema natal del sujeto que estamos considerando. Además nunca olviden que lo factores astrológicos no son los únicos factores que determinan o influencian la vida del ser humano: siempre hay que encajarlos en su situación real, personal, familiar, laboral, social, económica etc.
La interpretación del RS según el método de Discepolo es bastante sencilla. No hay que perderse en pormenores, no hay que interpretarlo como si fuera un tema natal, no valen (o valen muy poco) los aspectos angulares entre los elementos del cielo del RS. Lo que vale en realidad, y que contribuye a indicar los acontecimientos fundamentales del año (o sea de los 12 meses de validez del RS) son los siguientes cuatro puntos, que hay que considerarlos prácticamente al mismo nivel de importancia:
– qué Casa del tema natal contiene el Ascendente de RS
– en qué Casa de RS se encuentra el Sol de RS
– en qué Casa de RS se encuentra Marte de RS
– en qué Casa de RS se encuentra un stellium de RS (si es que hay).

Si algunos elementos se repiten, cuentan como uno.
Por ejemplo un RS con el Sol en Octava, el Ascendente en la Décima natal, y un stellium de, digamos, Marte Venus y Júpiter en la Novena Casa, se interpretan esencialmente así: un RS de Octava, Novena y Décima.
Un RS con el Ascendente en la Octava, el Sol en la Octava, Marte en la Primera y ningún stellium: es un RS de Octava y Primera.
Un RS con stellium formado por Sol, Mercurio y Venus de RS en la Segunda Casa de RS, el Ascendente de RS en la Segunda Casa natal y Marte de RS en la Cuarta Casa de RS, es un RS de Segunda y Cuarta.

Así de sencillo.

Si queremos profundizar la interpretación, lo podemos hacer con analizar la posición de los demás planetas de RS en las Casas del RS; pero ellos suponen una importancia mucho menor respecto a los cuatro elementos que acabo de mentar.