venerdì 10 luglio 2009

Come ho cominciato a studiare astrologia


Ary su it.discussioni.astrologia mi ha chiesto:
Perdona l'impertinenza. Ma tu studi astrologia senza conoscerne la causa? Io condivido la versione di [...] (l'Astrologia è il grafico della Realtà espressa in simboli) ma mi pare di capire che tu hai delle riserve. Forse sei di quei personaggi scettici che hanno iniziato a studiare Astrologia per dimostrarne l'infondatezza e poi ne sono rimasti affascinati? semplice curiosità, la mia.:-)
Non sono scettico e non ho mai pensato di dimostrare che l'Astrologia non funziona; ma non sono nemmeno uno che è rimasto talmente affascinato dall'Astrologia da "crederci" senza un minimo di criterio.
Ho cominciato molti anni fa. All'epoca non ero ancora adolescente. Per me l'Astrologia era un interesse come tanti. Leggevo un po' di tutto, dai testi di scienza divulgativa (ricordo la bellissima serie I REGNI DELLA VITA "dei redattori di Time e Life") alle riviste "alternative" (come il glorioso Giornale dei Misteri). Certamente già all'epoca avevo una certa apertura mentale, che ritengo di aver conservato ancor oggi anche se forse non lo dò a vedere.
Comunque le cose andarono così. Vivendo in una cittadina piuttosto piccola, dove le voci si diffondono piuttosto rapidamente, avvenne che, prima nella mia classe poi nella mia scuola, poi nel mio quartiere e infine anche in un ambito più ampio, girasse voce che io facessi oroscopi. In realtà sapevo a mala pena calcolare l'Ascendente o la posizione della Luna.
E così quando qualcuno me lo chiedeva: "Luciano mi calcoli l'Ascendente? Mi dici dove ho la Luna? Sapresti anche dirmi dove sta la mia Venere?" io lo facevo volentieri. Non mi costava nulla, tutto sommato: prendevo nota dei dati di nascita dell'interessato, poi tornato a casa aprivo il mio libraccio e facevo i miei calcoli a mano. Poi, il giorno dopo davo la risposta.
Senonché la semplice risposta "tecnica" non bastava: "Adesso che mi hai detto che ho l'Ascendente in Pesci, Luciano, devi anche dirmi che cosa vuol dire!"
Io non avevo la risposta pronta, perché all'epoca non avevo ancora esperienza e a dire il vero non avevo ancora capito se l'Astrologia "funzionasse" o meno: come detto, all'epoca per me l'Astrologia era poco più di un passatempo, una curiosità.
Allora tornavo a casa, aprivo il mio manualone, e il giorno dopo davo il responso. Non mettevo nulla di mio, anche perché non avrei nemmeno potuto farlo. Riferivo semplicemente quello che diceva il mio testo di riferimento (all'epoca era il Sementovsky, poi con gli anni ne ho acquistati molti altri, ovviamente).
A convincermi che la cosa "funzionasse" sono state le positive reazioni degli altri (che ricevo tuttora). Una volta spiegato che cosa comportasse un Ascendente in Pesci o una Venere in Cancro o un Sole in Sagittario, tutti a farmi i complimenti e a invitarmi ad andare avanti.
La stessa cosa continuò a capitarmi quando imparai a stilare l'intero grafico di nascita e ad interpretarlo, inizialmente sempre secondo il non facile metodo di Sementovsky: "Luciano come sei bravo, Luciano ci hai preso in pieno, Luciano vai avanti così". E io, lo vedete, sono andato avanti...
Ora, se questo vuol dire che all'inizio ero scettico, posso ammettere che all'inizio ero scettico. Ma ho capito presto che l'Astrologia è una cosa seria, se fatta in un certo modo, e ora ne sono fermamente convinto.
Che poi io non ami parlare di simboli, del Tetrabyblos e di pensiero verticale, lasciando la parola a persone certamente più ferrate di me in queste cose, non significa che io non dia la dovuta importanza agli aspetti tradizionali ed esoterici della nostra disciplina. Anzi, credo che occuparsi di Astrologia senza occuparsi di simboli, non abbia alcun senso.
Ary, ti ho risposto?